Archivio per dicembre 2008

Buon Natale – parte seconda.   1 comment

Quasi tutti mi chiedono:

– Ma perché non ti piace il Natale?-

Il fatto è che non è che non mi piaccia il Natale, per la verità è una festa piuttosto piacevole, con tutte quelle lucine, quelle palline che con lentrata vigorosa dei cinesi sul mercato non costano neanche più uno stonfo! E tutta la fiera di falsa bontà che ci gira intorno che non sopporto.

Finché ero una ragazzina non mi rendevo conto, praticamente, se è vero che il Natale è la festa dei bambini io, in quanto tale, ero tutta nel mio centro. Le cose hanno preso diversa piega diventando grande e assistendo a tutto quanto dallottica di genitore quale sono diventata.

Adesso non vorrei cadere sul tragico, pertanto userò i simpatici termini dei comici di Zelig e vi invito a immedesimarvi nella madre, che il giorno di Natale è in attesa dei nonni in arrivo per il pranzone, tutta indaffarata a sistemare gli ultimi dettagli perché niente rimanga incompiuto, mentre i figlioli, già svegli da un bel po scarrozzano euforici per casa tra pacchi già sotto lalbero e la consapevolezza che con i nonni ne arriveranno altri, mentre il marito ammonisce con voce bonaria:

– Bimbi, statevebboni, che Babbo Natale vi guarda.- Ovviamente cacato meno di zero!

Alla fine ecco la prima macchina di nonni, seguita a ruota dalla seconda e la fiera delle vanità ha inizio da quando i nonni scaricano fuori dallauto le nonne, allontanandosi in cerca di parcheggio e tutte e due le vecchie si prodigano a berciare notizie sul prezioso contenuto del gigantesco pacco che ognuna di loro reca seco in braccio.

Nonna numero uno: – Una cazzatina, un camioncino dei pompieri che cammina da solo, suona la sirena, muove la scala, spruzza lacqua una cosa da niente, sai, 250 euri. Cera anche quello che faceva il caffè 350 euri, ma tanto i bambini il caffè mica lo prendonoSarcastico

Tanto per dire che son giocattoli completamente idioti e diseducativi, vedremo in seguito perché. Intanto la mamma inizia a sentirsi male.

Nonna numero due: – Niente di che, non ti credere solo un completo guardaroba per sbarcare questi due mesi di freddo che rimangono– Che, anticipo, i bambini non si inculeranno neanche per sbaglio perché lattenzione sarà concentrata sul famigerato camion dei pompieri che fa tutto da se, con cento euro in più pure il caffè! Ed infatti dopo aver passato lintero pranzo con lo sguardo rivolto allangolo dei regali, arriva il momento dello scarto di questi e con esso la crisi inevitabile.

Stracciate le carte con avidità e scaraventati in un cantuccio tutti i regali che non hanno catturato particolare interesse, arriva lora fatidica del camioncino dei pompieri, che, alla faccia del camioncino, è un affare in scala 1:10 di un camion reale e mentre la mamma pensa sgomenta: E adesso dove cazzo me lo ficco sto coso in un appartamento di 70 metri quadrati? la nonna decanta in tempo reale tutte le fantastiche prestazioni del balocco. Ma, aimé, arrivato ad accenderlo non funziona nulla.

– Ma è rotto!!- Esclama disperato il bambino, mentre il fratellino, ancora troppo piccolo si diverte più con gli incartamenti che con ciò che contenevano.

– No, non è rotto– Tampona la nonna arrossendo in faccia. Mancano le pile!- 

Già le pile, che mai nessuno si ricorda di comprare e mentre il bambino in piena crisi epilettica pretende”, rotolandosi a terra con tanto di bava alla bocca che quellaffare dia mostra delle sue capacità, la mamma e il babbo cercano di materializzare le pile necessarie rovistando tra i cassetti, togliendole dai vari orologi, macchina fotografica, rasoio elettrico e via così. Che poi io me la rifaccio pure con chi progetta questi balocchi infernali, che per fare tutto quello che fanno necessitano di unenergia straordinaria. E allora mi dico: Ma per la Pazienza di Zeus! Ma fai che ci vogliano due belle torce grosse come pacchetti di caffè, che ci spendi pure 20 euro, ma per lo meno non ci torni su per qualche giorno! No quindici microstilo!!

Mapporca della puttana della mamma di chi ti ha dato la laurea in ingegneria! Che poi son tutti ingegneri queste teste di cazzo.

Come fai a concepire un balocco del genere e pretendere che lacquirente si metta a comprare una vagonata di pilettine piccole come scarafaggi, che durano quattro minuti e mezzo e poi cè da ricomprarle?

Ed io? Dove vado a trovare quindici microstilo il giorno di Natale???

Intanto il bambino è mezzo morto di epilessia, la nonna mortificata si sta giustificando e la mamma si accende di manie omicide. Vecchia rimbambita, hai speso 250 euro per un cazzo di camioncino, spendine altri 10 e porta le pile!!

Alla fine della caccia alla pila il risultato è il seguente: tre pile mezze scariche che non potrebbero far partire neanche la radio sveglia.

Con santa pazienza la mamma raccoglie la creatura sbavante da terra e se la porta con se in bagno per una riassettata, parlandole con estrema pedagogia, fino a convincerla, ovviamente in modo del tutto indiretto, che la nonna si è dimenticata le pile perché è vecchia, poveretta, laddove il “poveretta” sta per “rintronata”, ma che appena possibile la mamma e il babbo faranno partire quel satanasso. Dopo un quarto dora, che vi assicuro passarlo a calmare un bambino in crisi isterica è un tempo infinito, la mamma e il figlio escono dal bagno. Tutto pare tornato alla normalità, ma ecco sbucare da dietro un angolo la nonna ancora in preda ai sensi di colpa che demolisce, pronunciano lunica parola inconcepibile dal cervellino di un bambino di 5 anni, tutto loperato della povera genitrice:

– Tesoro non preoccuparti, vedrai che domani troveremo le pile!-

Domani?… Ma che vuol dire domani?

Allora, sappiate già da ora che la concezione del tempo per un bimbo al di sotto dei 9 anni che desidera una cosa, è un po come quello di un adolescente in piena tempesta ormonale e tutto ciò che riesce ad accettare è LO VOGLIO FARE ORAAAAA!!!!!!”… non esiste domani.

Ovviamente il bambino ricomincia a frignare, ma noi mamme abbiamo sempre unarma nascosta, magari la giornata è rovinata, ma in fondo il Natale è la festa dei bambini, non dei genitori. Noi possiamo solo sperare che finisca presto e che tutto torni alla normalità nel breve tempo possibile, noi che per la nostra mente la concezione del tempo ha più forme, ci rendiamo conto in un istante che in certi frangenti il domani è davvero troppo lontano e che se questa fiera delle vanità finisse ORA staremmo tutti più sereni.

Pubblicato 27 dicembre 2008 da nowablu in Scirocco misto a polveri fini

Buon Natale – parte prima.   2 comments

Eh non ce lho fatta neanche stavolta. Per colpa di un minuscolo pulviscolo infilatosi nella narice del parente più probabile, lo starnuto ha scatenato una reazione a catena di cui non ho saputo contenere gli effetti devastanti e adesso, nonostante i proponimenti che mi ero fatta di passare il Natale nella pace di casa mia, con i miei bambini, il mio scarno alberello, il babbano e nessuno più, mi ritroverò a casa dei miei per il pranzo e subito dopo il pranzo, per un caffettino, accompagnato da pandoro, spumante, torroni vari, che dopo la mangiata disumana non fanno altro che rimanerti nel mezzo del gargarozzo senza andare ne su ne giù, alla compagnia si aggiungeranno suocero, suocera e mamma di questultima. Cognato e cognata se vogliamo che il finale si concluda in modo maestosamente rossiniano.

E tutto questo perché il babbano, ad una settimana dal giorno di Natale ha esordito dicendo:

– Io qui il Natale non ce lo passo.-

In più la telefonata di mia suocera:

– Siccome Andrea (mio cognato) non vuole spostarsi e la nonna dice che questo potrebbe essere lultimo Natale (lo dice da quando lho conosciuta la prima volta, ma a 90 anni ci sta che inizi ad avere ragione) che passa con noi, ho deciso di passarlo tutti insieme, voi, i bambini e i tuoi genitori da noi!-

E per me chi si sarebbe permesso di decidere, di grazia? Le rispondo un no secco, ma così deciso che per la prima volta nella mia vita ho sentito quella donna balbettare.

Consideriamo diversi fattori insieme, prima di dirmi che sono una stronza: io ho due figli (che la Forza sia sempre con loro) che al confronto un tornado forza 5 diventa una scorreggia, mia suocera vive in una casa piccola e piena di ninnoli che si rompono a guardarli, sistemati su ripiani a diverse altezze partendo da terra. Il pranzo di Natale si consumerebbe nellarco delle quattro o cinque ore che di prassi necessitano, in uno spazio di 18 metri quadrati di sala nella quale quasi due metri quadrati se ne vanno in tavola allungata per starci tutti, togliendone altri due per la vetrinetta, mobiletto TV e orcio decorato sul quale ha posto unenorme pianta da appartamento a foglie larghe, la quale misura un diametro massimo di un metro e mezzo, quando ha sistemato dieci persone a sedere attorno alla tavola, mi spiegate dove giocano le mie due creature? O forse pensa che quelle due calamità naturali se ne stiano fino alle 5 del pomeriggio educatamente a sedere a bivaccare con torrone e limoncello quando Babbo Natale pare porti loro (voci ufficiose, ma se tuona da qualche parte piove!) ben 12 balocchi nuovi?

E sua madre? La vecchietta novantenne è ormai incapace di governare i capricci di quella casa in tempi ragionevolmente brevi già quando sono loro quattro, mi immagino cosa accadrebbe con dieci persone che le gozzovigliano satolle in sala da pranzo! Tanto il quadretto che si verrebbe a delineare sarebbe il seguente: Suocera con in braccio fisso Marchino, che abituato a fare il pisolino post pranzo, non sa come cazzo fare ad addormentarsi in tutto quel casino, diventando lagnoso e irritabile come un soggetto allergico. Io che inspiegabilmente perdo il mio potere materno nello stesso istante in cui entro in quella casa e tutto ciò che dico, che faccio o che penso ha lo stesso valore di una merda di mosca sul vetro di una finestra appena lucidato, mio marito che in crisi di astinenza da TV (noi a casa non labbiamo) si rintana in camera di mio cognato e ci schiaccia il restante pomeriggio, mia madre relegata a far da tampone a Michele che scatafascia lambiente circostante i due metri attorno a lui con la sola forza del pensiero, gli uomini che non toccano praticamente nulla, morale, la nonna finirebbe a far da serva a dieci persone!

Allora? Pensate ancora che sia una stronza?

Ho deciso di ripiegare da mia madre, che abitando molto più vicina ai miei suoceri di quanto abiti io, ci sta che dopo pranzo li veda arrivare in compagnia della nonna per il caffettino suddetto. Passeremo il pomeriggio insieme in una casa che è tre volte quella di mia suocera, Marchino avrà il posto per il pisolino, Michele spazio sufficiente per manifestare se stesso e io varrò un po di più di una merdina   

Buon Natale.

Pubblicato 23 dicembre 2008 da nowablu in Scirocco misto a polveri fini

Ritorno dal raduno…   4 comments

Ed eccomi qua, reduce dallennesimo schianto del mio pc e reduce dal raduno di Ferrara!

Devo dire che sto vivendo i momenti con i ragazzi più fantastici che avessi mai potuto conoscere molto più serenamente, infatti anche il momento dellarrivederci è molto meno traumatico, nel senso che la malinconia cè e sempre ci sarà ma almeno stavolta non mi sono strutta in lacrime. Questo perché riesco a tollerare molto meglio il mondo nel quale torno dopo un raduno.

Ai precedenti partivo come se stessi fuggendo da chissà dove e una volta immersa in quellatmosfera non ne sarei mai voluta venir via, come se non ci fossi più potuta tornare, era comprensibile far fatica ad accettare le critiche, le facce lunghe, accompagnate da assordanti silenzi e tutto il resto di cui ho già parlato più di una volta. Tutto ciò cè ancora, non fraintendetemi, solo che è il mio stato danimo ad essere cambiato. Li vedo, li sento, ma me ne sbatto altamente i coglioni. Ma soprattutto non so quando, ma so che tornerò

Il raduno di Ferrara è stato molto piacevole, ma devo ammettere un po anomalo innanzitutto mancava Giada e già la sua assenza da sola sarebbe bastata a darmi un attimo di smarrimento, se poi consideriamo che Giada la associo strettamente a Die, anche lui assente, lo smarrimento è raddoppiato. Per fortuna More e Taty hanno organizzato unaccoglienza perfetta e più o meno tutti quanti siamo arrivati nel giro di due ore e dopo essermi prostrata ai piedi dei due Geroeccelsi, CamI e Matt come da protocollo, mi sono immersa subito tra facce conosciute e facce che vedevo per la prima volta, come Dgwenda credo che luomo che scoprì il fuoco avesse fatto la mia stessa faccia! Ne sono rimasta folgorata, tantè che me la sono adottata come sorella dopo neanche 12 ore, nonostante il suo essere Tassa! Prrr……

Allarrivo del Pollo mi son guardata in giro e ho chiesto:

– Ma Cup e Ste?- Da lì ho scoperto che sarebbero stati gli altri due Grandi Assenti. Chris ormai non lo conto neanche più, tanto si sa che lui è il Genio del Pacco allUltimo Momento (siglato GPUM da me medesima).

Ferrara è veramente una bella cittadina, ordinata, silenziosa, graziosa in tutte le sue parti e con le strade fatte a sampietrini, che io adoro particolarmente. Il raduno è stato piacevolissimo, ma quello che più conta è che lho vissuto serenamente, quindi me lo son proprio goduto. Immersa in una soave pace dei sensi, mi sono accorta di accettare anche le mie limitazioni e con quelle mi sono presentata nuovamente agli occhi dei ragazzi più stupendi di tutta la Terra. Finalmente avevo i battiti cardiaci regolari, accelerati come ogni volta che guardo quelle stupende creature riunite in un solo gruppo, ma senza tachicardia, senza il pensiero ricorrente a ciò che mi riserva la realtà, perché anche questo magico gruppo sta facendo parte della mia realtà e non è giusto che sprechi i brevi momenti che passo con esso pensando alle mie disgrazie e al tempo che ho perso.

Adesso il mio tempo è questo e ossigenandomi ogni volta che potrò sono sicura che digerirò qualsiasi veleno. Altrimenti non si spiegherebbe il motivo per il quale, tornando a casa e trovandomi nello specchio per puro caso, ho visto il mio viso disteso e senza segni neanche quelli del tempo, che iniziano a farsi vedere ahimé, ma posso farci ben poco. Ho trovato la crema miracolosa? No, non credo proprio, lafferro in fretta e furia da uno scaffale del supermercato, non arriva a costare 10 euro, mi venga un colpo se promette ciò che dice di fare La realtà è che sto bene, ogni volta sto sempre meglio.

I raduni sono una terapia che rasenta la magia, spero solo di poter essere, un giorno, utile a qualcuno che come me, capiterà in questa compagnia per puro caso e che ormai senza più nulla da perdere, ubriacandosi delle mie cazzate, dei sorrisi delle faighe, degli abbracci dei faighi, ritrovi almeno se stesso.

Pubblicato 11 dicembre 2008 da nowablu in Scirocco misto a polveri fini