Archivio per marzo 2009

… a proposito d’Amore…   3 comments

La mia sfera emozionale è come un immenso albero che si staglia con rami vigorosi e verdeggianti verso il cielo infinito… ogni foglia, ogni fiore o bacca mi è cara a tal punto da interporre la mia vita tra loro e i pericoli che potrebbero falciarli per sempre.

E un amore che spaventa, che spiazza, che fa piangere e fa fuggire, ma io amo così… chi non riesce a sostenere la mia passione è libero di andarsene.

I fiori: i piccolini… alcuni sono ancora dei boccioli, altri sono nel pieno della loro bellezza, sono il futuro, belli, forti e… irrequieti, per i quali ci sarò sempre, al costo di farmi male per salvare loro dai pericoli dentro e fuori il loro corpo.

Le foglie: i grandi, i miei compagni di viaggio, le persone che più delle altre mi sopportano… molte volte pretendo ciò che io darei a loro… non tutti mi abbandonano spaventati.

Le bacche: gli anziani, i consiglieri di consigli che spesso non ascoltiamo, che ci guardano sbagliare e poi ci raccolgono a pezzi e ci rimettono insieme, pazienti, calmi, si lasciano canzonare dagli spavaldi giovani, ma non li abbandoneranno mai…

In questo grande albero ci sono fiori, foglie e bacche che spiccano, non perché faccia volutamente delle preferenze, ma per linevitabilità di alcune circostanze le quali, seppur il caso non esista (Maestro Oogway insegna), mi hanno legata in modo particolare a loro. In ordine alfabetico:

Andrew (fiore): Poco si insegna a questo ragazzo ed è sorprendente quanto a volte sia lui ad insegnare a me.

Alberta (bacca): La nonnina del Borghetto, sorda come una campana, ma chissà perché sa tutto di tutti! Basta suonarle il campanello e offrirsi di farle un caffè, che lei tira fuori tutto loccorrente, si siede ad osservare tu che prepari la moka e nel frattempo ti apre segreti del passato che sui libri non troverai mai. Lei conosce tutto: Filosofia, Storia, Mitologia, Religione, ma soprattutto storie di vita passate, di un tempo che appare quasi una fiaba, se non fosse per il fatto che ha passato due guerre e a volte, vedo i suoi occhi velarsi… 96 anni e una testa incredibilmente lucida.

Daddy (fiore): Un legame particolare, è stata la prima volta che qualcuno mi ha cercata in tale modo. Ammetto che spesso ne sono rimasta totalmente sconvolta, è talmente sincero e sensibile che ho avuto paura ad avvicinarmi a lui, paura di averlo frainteso, di essere fraintesa. Qui per la verità, un po di preferenza mi sfugge…

Maddy (foglia): La chiamo sorella, ma se davvero lo fossimo ci sta che ci prenderemmo a coltellate, io sono un carattere troppo imprevedibile per legarmi troppo a lungo con una persona, a lungandare rimango sul cazzo! Ma Maddy è come me (o come potrei essere), solare, allegra, progressista e… credo, lunatica! In senso buono ovviamente, insomma un giorno sopporta che le si pesti i piedi, magari il giorno dopo, per un motivo simile le vengono ripestati e questa si incazza e comincia a staccare teste!! Si… mia sorella spiccicata praticamente…

Michele e Marco (fiori): I miei due bambini. Le uniche persone per le quali potrei morire veramente… o soffrire per continuare a vivere. E una simbiosi completa, difficile da spiegare a parole, le mie funzioni biologiche sono strettamente legate alle loro. Hanno fatto di me una donna completa, mi hanno infuso coraggio, risvegliato gli istinti, ho imparato a conoscere tutto il mio corpo, ho toccato con mano la meravigliosità della Creazione e ho imparato il significato di essere importanti per qualcuno.

More (foglia): LAltruismo porta il suo nome, inglesizzato ma questo significa… more=ancora… la sua dolcezza mi commuove, la sua pacatezza e umiltà strappa amore dai cuori, non potrei fare più a meno di lei… quando sento una canzone che parla di stelle, More entra nei miei pensieri…

Remus (fiore): Il fiore più lontano, ma il mio sguardo si perde più volte al giorno nella sua direzione… Una mattina alzerò lo sguardo e al posto di quel meraviglioso fiore troverò una foglia splendente e rigogliosa, lo so, non manca tanto e adesso quel fiore ha bisogno di essere lasciato in pace, Ma non lo abbandono, gironzolo nei dintorni, facendo finta di niente… se vorrà, saprà che ci sono.

Sirgowain (foglia): E il mio Maestro di Volo, già perché io posso volare, solo che nessuno me laveva mai detto e quando me ne sono accorta ho creduto fosse tardi per imparare. E una mano forte quella che mi ha teso quasi per gioco e il braccio che mi tiene lo è ancora di più. A volte mi mette davanti alle mie paure con una convinzione tale, con una freddezza tale da indurmi a pensare che deve esserci qualcosa che gli ho fatto senza accorgermene e che adesso mi stia mandando a cagare, invece rimane e mi tiene stretta, mentre i miei scheletri nellarmadio svaniscono sotto i suoi colpi precisi e potenti.

Tuccio (foglia): Come un fratello, un ragazzo che ha per me un valore particolare, entrato nella mia vita in un periodo particolare, in modo particolare. Ci sarebbe da chiedersi cosa cè tra noi due, beh, non so bene se è totalmente corrisposto, ma Tuccio per me è una spiaggia assolata ma fresca, dove danzano i suoni della natura, dove chiudere gli occhi e rilassarsi e dimenticare tutto, seppur per breve tempo… nonostante sia consapevole che rimane un palliativo, ma a volte abbiamo bisogno anche di divagare incoscientemente…

Annunci

Pubblicato 16 marzo 2009 da nowablu in Scirocco misto a polveri fini

Estasi…   1 comment

E pensavo, cinta tutta dalle tenebre:

la mia storia non ha senso,

vorticando il pensier lugubre

gioca senza il mio consenso.

Io non so chi prende o da,

lavido Tempo… probabilmente,

però adesso, in verità

ho ben altro per la mente.

Delicata è la stagione

che cè intorno alla mia pelle,

eccitante sensazione

che la mente da alle stelle.

Vaga oltre lUniverso,

solca il tacito terrore

e lardor che credeo perso

manda luce nel buiore.

Poi veloce il sogno cambia

E l desìo mi scuote il cuore

come un tren che laltro scambia

sballottando il viaggiatore.

Caro amico e amante ardente

prendi tutto il mio profano

ma per quanto tu sia potente

non avrai il mio amor in mano.

Non è amor quel che tu cerchi

ma lo speri, azzarda fiera,

ma l mio cuor non cerca alterchi

son Passion, non carceriera.

E son segni sulla pelle

ma l cuor no, non lo dilani

in me cè luce di stelle

che ti scalda se la chiami,

che ti fa sentir Supremo

sopra ogni altro mortale

questo Tempo cavalcheremo

senza farci mai del male.

(dedicato a una persona davvero eccezionale.)

Pubblicato 9 marzo 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

E poi… atto terzo.   Leave a comment

E poi cosa mi frega, quando cè chi mi dedica parole simili?…

Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l’impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l’impossibile
ma non la disperazione.

(Nazim Hikmet)

Può tangermi lindifferenza del mondo, quandanche ci fosse una sola persona che dice parole simili?

E un momento, un breve interludio perché così deve essere, perché solo così ne godo fino in fondo, perché è quello che ho sempre voluto.

Non son fatta per fermarmi, non riesco a pensare al sempre, mi deprime e so che non è bene, che non è convenzionale, ma neanchio lo sono… e soffro fino a quando giunge il momento in cui il distacco non fa soffrire laltro. Poi sparisco… per sempre.

Lultimo atto damore e rispetto prima delladdio.

Anche se lattesa mi spezza in due.

Ma è troppa la tentazione per questo mondo… pieno di cacciatori affamati, infuriati, passionali.

Troppa perché il mio cuore si fermi per sempre.

Troppa per pretendere che la gente convenzionale capisca.

Pubblicato 7 marzo 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

Come un indovinello.   2 comments

Fuori è di tutti, dentro è di nessuno.

Si tocca uno alla volta…

Pubblicato 4 marzo 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

Storie di mondi paralleli.   7 comments

Storia dal primo mondo:

C’era una volta una famiglia ricchissima che viveva in una villa enorme in un posto meraviglioso, ma in quest’angolo di paradiso mancava la cosa più importante, un bambino, così i due ricchi sposi decisero di adottare un cucciolo.

Dopo moltissimi anni di attesa il bimbo arrivò e fu subito viziato fino all’inverosimile. Il cane, che per tutti questi anni era stato trattato come un principino vide il nuovo venuto come un rivale e si ingelosì. I genitori preoccupati stettero attenti che il loro figlioletto non rimanesse mai solo con lui e legarono l’animale fuori ad una cuccia.

Quell’inverno fu rigidissimo e il cane si ammalò così i due lo riaccettarono in casa e lo curarono. Intanto il bambino era diventato un paffuto frugoletto roseo che ormai stufo dei propri giocattoli si avvicinò al cane brandendo uno spadino di plastica per volerci giocare insieme.

Fu un caso che nell’altra stanza, la madre venne infastidita da una mosca entrata da una finestra e si alzò per andare a prendere lo scaccino e passando dalla stanza accanto vide il cane che ringhiava al bambino, urlò e allontanò il figlio dalla bestia, la quale fu ricacciata fuori nella sua cuccia:

– Avrei dovuto lasciarti morire là fuori, bestiaccia!-

Infatti morì qualche tempo dopo.

Il figlio crebbe viziato e prepotente, da adulto si fece spazio a spintoni e “mazzette” diventando la persona più influente di tutto il paese. Per i propri interessi ridusse la popolazione allo stremo delle proprie risorse fino a che tutto quanto il paese si consumò e diventò una terra arida. Bramoso di potere e non contento l’uomo dichiarò guerra ai paesi confinanti e per decenni le terre bruciarono di povertà e morte. Tutto questo durò fin alla morte dell’uomo, rimasto solo e attorniato solo delle sue ricchezze. Gli fu scavata una fossa, vi fu gettato dentro e ricoperto dalla terra arida che lui stesso aveva reso sterile e le sue ricchezze servirono per far rifiorire la speranza negli oppressi.

Adesso l’erba è alta e nessuno ricorda più dove quell’uomo è sepolto; solo in primavera, quando i fiori si aprono in tutto il loro splendore, si può notare, in un prato ad ovest, una chiazza d’erba senza nessun fiore.

Storia dal secondo mondo:

C’era una volta una famiglia ricchissima che viveva in una villa enorme in un posto meraviglioso, ma in quest’angolo di paradiso mancava la cosa più importante, un bambino, così i due ricchi sposi decisero di adottare un cucciolo.

Dopo moltissimi anni di attesa il bimbo arrivò e fu subito viziato fino all’inverosimile. Il cane, che per tutti questi anni era stato trattato come un principino vide il nuovo venuto come un rivale e si ingelosì. I genitori preoccupati stettero attenti che il loro figlioletto non rimanesse mai solo con lui e legarono l’animale fuori ad una cuccia.

Quell’inverno fu rigidissimo e il cane si ammalò così i due lo riaccettarono in casa e lo curarono. Intanto il bambino era diventato un paffuto frugoletto roseo che ormai stufo dei propri giocattoli si avvicinò al cane brandendo uno spadino di plastica per volerci giocare insieme.

Fu un caso che nell’altra stanza, la madre venne infastidita da una mosca entrata da una finestra e si alzò per andare a prendere lo scaccino e passando dalla stanza accanto vide il cane che ringhiava al bambino, urlò e allontanò il figlio dalla bestia, la quale fu ricacciata fuori nella sua cuccia:

-Avrei dovuto lasciarti morire là fuori, bestiaccia!-

E al bambino non rimase che contemplare l’animale dalla finestra di camera sua. Ma un giorno, volendosi sporgere troppo il ragazzino cadde fuori dalla finestra e per la caduta rimase paralizzato. I genitori disperati fecero di tutto per guarirlo ma il verdetto di qualsiasi medico fu impietoso e il loro figlio crebbe invalido.

Col tempo la menomazione divenne un’abitudine e il ragazzo decise di approfondire i propri studi verso l’indirizzo medico. La ricchezza della sua famiglia servì per erigere un grandissimo centro ospedaliero nel quale molti portatori di handicap trovarono amore, sostegno e cure adeguate. Ormai cresciuto egli divenne la persona più importante e rispettata del paese, amato da tutti.

Alla sua morte venne edificata una statua con il marmo più bianco esistente sul pianeta e il ricordo di quell’uomo fantastico rimase impressa per sempre nella memoria di tutti.

Storia dal terzo mondo:

C’era una volta una famiglia ricchissima che viveva in una villa enorme in un posto meraviglioso, ma in quest’angolo di paradiso mancava la cosa più importante, un bambino, così i due ricchi sposi decisero di adottare un cucciolo.

Dopo moltissimi anni di attesa il bimbo arrivò e fu subito viziato fino all’inverosimile. Il cane, che per tutti questi anni era stato trattato come un principino vide il nuovo venuto come un rivale e si ingelosì. I genitori preoccupati stettero attenti che il loro figlioletto non rimanesse mai solo con lui e legarono l’animale fuori ad una cuccia.

Quell’inverno fu rigidissimo e il cane si ammalò così i due lo riaccettarono in casa e lo curarono. Intanto il bambino era diventato un paffuto frugoletto roseo che ormai stufo dei propri giocattoli si avvicinò al cane brandendo uno spadino di plastica per volerci giocare insieme.

Fu un caso che nell’altra stanza, la madre venne infastidita da una mosca entrata da una finestra e si alzò per andare a prendere lo scaccino e passando dalla stanza accanto vide il cane che ringhiava al bambino, urlò ma non fu abbastanza veloce per sottrarre il piccolo alla furia del cane che lo attaccò alla giugolare e lo uccise in due strattoni. La madre terrorizzata stramazzò a terra impotente:

– Avrei dovuto lasciarti morire là fuori, bestiaccia…-

E per tutta la vita i due genitori rimasero a chiedersi cosa sarebbe potuto diventare da grande il loro amato bambino.

Pubblicato 3 marzo 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei