Archivio per agosto 2009

Mattina.   1 comment

Mi sveglio, sono serena… è presto. Ammazza quanto è presto!

Apro la finestra e inspiro l’aria frizzante… la temperatura è cambiata. Di giorno è ancora caldo, ma il vento ha un’altra “consistenza”.

C’è appena un chiarore all’orizzonte e il cinguettìo degli uccellini si fa man mano sempre più fervente, come le loro attività quotidiane.

Rimango con lo sguardo ad est e la testa come in un’ oasi in mezzo alle dune dorate.

Ed ecco il primo raggio di sole, che delinea le ombre, le accorcia ad ogni minuto che passa e le rende magiche. Danzano e io con loro.

Sull’erba la rugiada diventa diamanti… è già da un paio di mattine che è tornata a posarsi sui prati, segno che il torrido si sta allontanando per lasciar spazio all’autunno, all’inverno… e il ciclo della vita continua.

Che venticello birichino mi accarezza le spalle, però… quasi quasi un golfino…

Vabe’, prepariamo il caffè… buongiorno mondo.

Buongiorno semplicità… buongiorno voglia di vivere…

Image and video hosting by TinyPic

Pubblicato 26 agosto 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

O Babaluba!!!!!!!!!   5 comments

1977. La prima canzone che ho imparato a memoria e che non mi sono dimenticata più, praticamente ho imparato a parlare mentre la cantavo…!

Che piacere immenso averla ritrovata, che gioia indescrivibile accorgermi che me la ricordo così bene da poterla recitare in playback!!!

Che miracolo la memoria dei bambini…

 

(Purtroppo la EMI non concede più di riprodurre video linkati su siti o blog, ma cliccare su una scrittina o su un’immagine che vi cambia? Solo che non potrete seguire il mio fichissimo testo scritto!)

http://www.youtube.com/nowabluslate#p/a/u/1/VnCsqHgMA98


 

 A Zigo Zago c’era un mago con la faccia blù,

sul grande lago navigava con la sua tribù.

Il sette di luglio la sveglia sul collo segnava le ventitré,

ha fatto un intruglio con un osso di pollo nel macinino da caffè

e mi ha rivelata la parola fatata, che ora vi dirò:

O babaluba… O babaluba…

L’antica formula magica canta con me.

O babaluba… O babaluba… O babaluba…

È tanto facile, facile, facile, facile, basta crederci un po’!

O babaluba ti può dare quello che vuoi tu

Ad occhi chiusi puoi trovare l’Isola del Sud.

Tra noci di cocco, banane, tabacco ballare sognando che

Mi baci la bocca col sorriso negli occhi

Notti d’amore insieme a te.

Un letto di fiori, le coperte a colori, sull’isola con te!

O babaluba…

O babaluba…

Oh… ooh… O babaluba…

O babaluba ti può dare quello che vuoi tu

Ad occhi chiusi puoi trovare l’Isola del Sud.

Tra noci di cocco, banane, tabacco ballare sognando che

Mi baci la bocca col sorriso negli occhi

Notti d’amore insieme a te.

Un letto di fiori, le coperte a colori, sull’isola con te!

 

Pubblicato 19 agosto 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

Datti pace… ti conviene.   Leave a comment

All’inizio non lo avrei mai detto, eri così importante per me, così necessaria la tua voce, così “veri” i tuoi consigli. Ma ce l’ho fatta e questo perché ho ritrovato la persona che ero appena nacqui.

In ogni caso molto del merito lo hai tu.

Buon compleanno amico caro…

Illuso, vulnerabile, instabile ragazzo.

Image and video hosting by TinyPic

Pubblicato 18 agosto 2009 da nowablu in A volte son seria

Fiabe ormai antiche.   Leave a comment

Innanzitutto buon Ferragosto a tutti…

Oggi vi racconterò una “fiaba” dei tempi che furono. In realtà è una storia vera, che mi ha raccontato mia madre e che devo dire mi è rimasta impressa per il contesto, la semplicità, l’ingenuità e la “collaborazione” che ai tempi d’oggi non esistono più:

 

Quando mi madre era poco meno di una bambinetta, quindi subito dopo la guerra, molte persone del paese andavano a comprare uova, pollame, insaccati, olio, vino e verdure dall’unica fattoria rimasta in piedi durante i bombardamenti e che per cause del tutto fortuite era scampata alle razzìe dei soldati tedeschi.

Chi possedeva una fattoria, di sua proprietà o in mezzadria, doveva ritenersi fortunato, perché, come dice mia madre, con un pezzo di terra e senza la paura di faticare, è impossibile morire di fame.

La moglie del fattore, una tale Bruna, ma da tutti inspiegabilmente ribattezzata Viola, era solita mettere la mattina di buon’ora la pentola del sugo al fuoco basso per poi uscire di casa a governare i polli, pulire le gabbie dei conigli, cambiare l’acqua nella vasca delle anatre, innaffiare l’orto, mentre il fattore con i figli era già nel campo a lavorare dalle prime luci della mattina.

A quel tempo si viveva sulla fiducia degli uni verso gli altri e le porte delle case erano più aperte che altro. Oggi sarebbe impensabile soltanto scendere giù per strada a ricevere una raccomandata senza aversi prima tirato dietro il portone per chiuderlo…

Ma nella fattoria della Viola e di suo marito le porte parevano esistere solo in inverno! Così chiunque fosse venuto per acquistare qualcosa passava davanti alla cucina della donna e tutti si accorgevano di questa pentola che bollicchiava sul fuoco:

– O i’cche la fa la Viola? L’è uscita co’ issugo su’ iffoco? Via sù andiamo a dargli una rimescolatina sennò gli s’attacca al fondo della pentola. Poi se piglia i’sapore di bruciato sai come si incazza i’ su marito!!-

Ovviamente per non sporcare, una volta mescolato il sugo, prima di riappoggiare il mestolo sul piano della cucina lo ripulivano cacciandoselo in bocca e leccandolo fino quasi al manico!

Chiunque passasse e vedeva la pentola, entrava, rimescolava il sugo e “ripuliva” il mestolo. La Viola lo sapeva quindi stava tranquilla che non si sarebbe abbruciacchiato grazie al vicinato.

– O Viola!!! Mi pare un po’ sciocchino i’ sugo stamattina!-

– Meglio così! Che i’ curato m’ha detto che i’ sale fa male a’ iccuore! Se acciacco i’ mi’ marito chi me le bruca l’olive quest’inverno?-

La materialità era pane quotidiano e quel che dicevano i preti sul mangiare era Vangelo, perché i preti mangiavano bene, erano tutti grassocci, anche al tempo della guerra. Quindi godevano di crdibilità più di un dottore, il quale veniva chiamato soltanto in casi estremi e spesso poco prima che fosse nuovamente chiamato il prete…. per l’estrema unzione!

Tempi andati… menomale che mia madre me li racconta…

Pubblicato 15 agosto 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

Conti a ritroso…   2 comments

Ieri sera ho ripensato al fatto che un buon 90% dei ragazzi con cui ho avuto una storia, o solo del sesso di passaggio avevano i capelli lunghi. Di questo 90%, solo un 5% erano biondi, il restante erano castani o mori.

Gianni, Stefano, Nicola, Gigi, Claudio, Federico… perfino il mio quasi-ex-marito Alessandro quando l’ho conosciuto aveva dei bellissimi capelli lunghi, mossi e castani ed ammetto che era molto più “interessante” di quanto lo sia stato dopo che se li è tagliati, ma soprattutto da quando ha preso a farseli con quel cazzo di rasoio a un millimetro dalla cotenna. Saranno pure più comodi, soprattutto d’estate, per carità non lo nego, ma è diventato di un insignificante che rasenta la noia.

Allora ho iniziato a fantasticare su tutti quei ragazzi immaginandomeli con i capelli corti. Scartando a priori il 5% biondo, mi sono concentrarta sul 95% castano o moro di quel 90% dai capelli lunghi e devo dire che, siccome anche se ci si fa sesso e via una persona un minimo la inquadri, molto del suo parlare, dei modi di fare, finiscono per rivelare molto della sua “non apparenza”, al di là dei loro capelli lunghi, il 70% di loro altro di interessante non aveva.

Del restante 30%, un buon 90% potrebbe tornare dalla propria madre solo per il fatto di considerare la donna un oggetto per il proprio piacere, incapace di prendere una decisione pur che sia e incapace di scopare con un ragazzo esclusivamente perché ne ha voglia, senza andare ad impelagarsi con cose tipo amore eterno, fidanzamenti e altri lacci più o meno assurdi da considerare dopo solo due ore di conoscenza. Tutto questo nonostante abbiano una discreta cultura.

Rimane un 10%, conosciuto con i capelli lunghi, in una situazione di sesso spensierato e adesso me li ritrovo rasati a zero e ai quali ho riconosciuto una mentalità molto moderna… ma c’è un ma… è un 10% con il quale non approfomdirei mai un rapporto, perché alla fine ciò che fanno loro è “ganzo”, io dovrei smettere altrimenti sarei poco seria. Anche quell’1% di quel 10% restante alla fine la penserebbe così e tutto troverebbe la sua fine.

 

Ma facendo un conto a ritroso, iniziando a contare da quell’1% di un 10%, calcolato su un precedente 30% che si basava su un 95% di ragazzi castani o mori che facevano parte di un 90% di ragazzi dai capelli lunghi, non è tanto il fatto di non aver trovato nessuno che mi prende lasciandosi prendere senza finire per scassarmi i coglioni con regole che neanche loro rispettano che mi sconvolge, ma il fatto che da quando avevo 19 anni mi sono fatta quasi 50 ragazzi!!! Mori e con i capelli lunghi.

E se considero che per quasi sei anni sono stata “impegnata”  a farmi ingravidare per ben due volte dallo stesso tipo, Cristo di Dio, Nowa! Per i rimanenti anni sono quasi 6 ragazzi all’anno!! Senza sosta! Senza considerare quelli con i capelli corti!!!! E quelli biondi…

NUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Che bei tempi………….

Pubblicato 11 agosto 2009 da nowablu in Cronache mondane

Saggezza elementare.   2 comments

Mia madre è una saggia. E’ una tipa che non sfoggia volentieri la saggezza di cui è dotata per natura, ma le poche volte che apre bocca lo fa con estrema ironia.

Il fatto è che ha sempre ragione, che ci piaccia o no.

Non starò a dilungarmi sul perché ieri sera ella si levò con questa sua ultima massima, però anche stavolta ha avuto ragione…

“Nascere, morire e cacare son le uniche cose che si fa da soli.”

^______________________^

Pubblicato 6 agosto 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

Amore di madre.   1 comment

Non c’è acqua che scorra tra le mie mani, con cui tu non possa dissetarti.

Non c’è raggio di sole che io non faccia entrare dalla finestra, con cui tu non possa scaldarti.

Non c’è parola che non ti dica, con la quale tu non possa crescere.

Non c’è sorriso, ne’ carezza che io non ti faccia, con cui tu non possa addormentarti serenamente.

Non ci sarebbe stata vita più bella, se tu non fossi entrato a far parte di me.

Pubblicato 1 agosto 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei