Archivio per ottobre 2009

Quasi sempre capita che…   4 comments

Detesto quelle persone che vogliono
passare per ciniche e menefreghiste, maestre di snobbismo e superiorità, quasi a
far credere di non avere bisogno dei consensi degli altri. “Me ne frego di quel
che pensano gli altri”. “Dico in faccia quello che penso e me ne sbatto”. “Da
ora in poi le cose cambiano: sfrutto e basta” e poi non fanno altro che mentire
a sé stesse.

La verità, la triste e cruda
verità, è che sono delle deluse. Mariti in balìa di una causa per separazione,
che fingono una consensuale perché non hanno altra scelta. Ragazze mollate dal
fidanzato che non accettano a saperlo a letto con quella che ha preso il loro
posto. Impiegati che dopo aver dato il culo a lavorare si vedono surclassare
dal pivellino incapace ma indubbiamente più pompinaro di loro.

“Mai più. Da adesso penso al
mio corpo e degli altri me ne sbatto!”. Ma essere freddi calcolatori è un
indole, non lo si diventa, ma soprattutto non dobbiamo aver niente da perdere.

Ho conosciuto un uomo tempo
fa, si credeva un dio e trattava le donne come tubi da sturare, ma aveva
qualcosa da perdere e quando è stato ad un passo da perderla si è messo a
frignare come un comune mortale; la sua fortuna? Si è legato ad una donnuccia
senza coglioni e sicuramente il “vizietto” di scopazzare a destra e a sinistra
non gli è passato e lei (spero di sbagliarmi e spero abbia avuto il coraggio di
mollare quel “povero di contenuti”) vivrà con il dubbio di sapere o non sapere
dove sia il proprio marito in quel momento.

Ho conosciuto una ragazza
qualche anno fa, una di quelle che si ritengono fuori canoni-bellezza, ma è
simpatica, intelligente e intraprendente (dica di sé quel che vuole, ma secondo
me è pure bellina…), ha dato la sua prima volta ad un ragazzo sbagliando un
calcolo di primaria importanza: credeva che fosse per sempre, ma spesso non è
così. Quasi nessuno di noi si lega saldamente con la prima persona con cui lo
fa la prima volta, è roba medievale che non esiste più e che se è esistita è
solo perché la si imponeva alle donne, ma dopo sposate… hihihi, ci sono
canzoni, ballate, tragedie, sonetti, sinfonie, opere magne piene di storie di
corna! Beh, la fortuna di questa ragazza? E’ giovane e tutto quel menefreghismo
che adesso cerca di cacciarsi addosso svanirà col prossimo che si porterà a
letto, perché ci sarà, perché ci perderà la testa, perché si lascerà anche con
questo (oppure no, ma son sottigliezze, tanto ce ne sarebbe subito dopo un
altro ancora), perché è così da sempre.

Ho conosciuto un ragazzo un milione
di anni fa, aveva commesso un errore e ne stava pagando le conseguenze. Ho
creduto si trattasse di un momento transitorio, che con la soluzione al quel
problema sarebbe tornato a sorridere, a vivere. Purtroppo non è stato così e
dopo sei anni di matrimonio e due figli mi son rotta i coglioni e l’ho mollato.
Adesso si aggira in preda a congetture, vedendo in me l’arrivista calcolatrice
che ha aspettato l’estinzione del mutuo per buttarlo fuori di casa. La sua
fortuna?Beh, per quanto lo possa sollazzare il venirne a conoscenza, non sono
così. Ma ormai per lui è tardi e forse vivrà meglio a gettare le colpe su di me
che non diventare cosciente di quanto lui ”non è stato”.

Delusi di tutto il mondo, io
vi dico che finché vi sentirete tali, fin quando nel vostro animo rode quella
sensazione di abbandono, di sconfitta, di gelosia o invidia, non potrete mai
ritenervi cinici, menefreghisti e snob. In un angolino di voi ci sarà sempre
qualcosa che non volete perdere. Mostratevi al mondo nelle vesti che più vi
aggradano, ma non crediate d’esser creduti .

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Pubblicato 29 ottobre 2009 da nowablu in Senza categoria

Storie di alcuni sabato sera…   Leave a comment

Quando siamo giovani e spensierati non abbiamo ben chiara la concezione della morte, non sappiamo quantificare neanche le nostre capacità e non conosciamo affatto i nostri limiti. Ci sentiamo bravi, ganzi e la cosa brutta è che è una fase necessaria…

Ma qualcuno non arriva mai a superarla e allora ci chiediamo, noi che rimaniamo, per cosa e per chi era necessaria? Ma siamo già adulti e la nostra concezione della morte è cambiata, come pure quella della vita.

Così un bel giorno ci capita di vedere, legati ad un palo, o attaccati ad un guardarail, dei fiori, con bigliettini, un paio di foto su cui si nota un giovanissimo visino sorridente e nastri, magari una sciarpa di una squadra di calcio, o la bandiera della scuderia Ferrari a mo’ di fiocco ed è giusto, perché era tanto un bravo ragazzo. E per almeno dieci anni ho notato che i fiori vengono ricambiati, i primi tempi non fanno a tempo ad appassire e son sempre belli, freschi, diversi qusi tutti i giorni; ma poi i mazzi vengono pian piano sostituiti dai vasini di ciclamini, o di margheritine nane, insomma roba che può resistere un mesetto. Tutto questo per qualche anno ancora e poi il ricambio avverrà solo per le ricorrenze ed ecco un bel vasino nuovo il giorno di Ognissanti, oppure per Natale, poi se ne vede uno nuovo in un giorno qualunque e da qui si può evincere che sia il giorno del compleanno.

Ma questo dura come media dieci anni in tutto, poi chissà cosa rimane di quel era-tanto-un-bravo-ragazzo… gli amici continuano la loro vita, la mamma invecchia, oppure ha perso la testa dal dispiacere, o è morta e l’ultimo vasino rimane lì, legato con un nastro che perde sempre più il suo colore, la sua resistenza, la sciarpa e la bandiera son dei cenci che lasciano ormai intravedere solo l’atrocità del tempo che passa e i fiori sono un ammasso di sterpi secchi, il vaso scolorisce, si insudicia del polverone stradale, fino ad essere staccato e buttato via da quelli della stradale, insieme all’amore terminato con la morte di una madre che dopo quella del figlio ha perso ogni scopo di vita.

Pubblicato 19 ottobre 2009 da nowablu in Scirocco misto a polveri fini

La crisi in fiera.   Leave a comment

 E’ il secondo giovedì di ottobre, giorno della fiera a Scandicci, giorno che ormai è uno degli ultimi giri d’uncinetto di una trina che contorna un ricordo infantile fatto di mercato colorato, giostre e l’acre odore del croccante che si impasta con i vapori del pentolone del trippaio.

Non credo sia solo colpa della forza del consumismo che ha resa differente ai miei occhi e nel cuore questa manifestazione, che per l’affluenza esagerata di persone mia nonna definiva una “fiera mondiale”, ma soprattutto la maturità che incredibilmente ha fatto crescere anche me, anche se alcuni non l’avrebbero mai detto! In definitiva, e non da quest’anno ben inteso, il tutto si è svolto in un’aura di inutile sciattoneria, cencini sbattuti sui barroccini e rivoltati da donnine uscite di casa con l’intento di non spendere un centesimo e già cariche di sportine piene di cazzatine alle nove di mattina.

Ma quest’anno la calca dell’ora di punta non c’era, il mercato era più scarno, predominava il made in italy reclamizzato con enfasi e non ho visto un cinese a pagarlo oro. Molti direbbero che è stato un bene, ma chissà… La verità è che le piazzole numerate erano care asserpentate, il 35 % ha rinunciato a parteciparvi, i cinesi neanche ci hanno provato e ancora alle undici della mattina si vedevano i vigili che “noleggiavano” i posti rimanenti a prezzi leggermente scontati, con conseguente tragedia del parcheggio di un furgone grosso quanto un camper e apertura di tutto l’arsenale in mezzo a un mercato già iniziato da quattro ore.

Io, alle sei e mezzo del pomeriggio, ho comprato sei paia di calzini, tre lunghi per l’inverno e tre corti per la mezza stagione. Niente chicche, niente braccialettini, orecchini o collanine, niente vestiti o scarpe, niente di niente… neanche un fottutissimo giro in giostra o un cartoccio di bruciate.

E mentre torno a casa per cenare con i miei due bambini, mentre la televisione ci avverte che quel “mettinculo” del Berlusconi è stato trombato dalla consulta per il Lodo Alfano e nonostante le maialate che fa continuamente è sempre lì a berciare che lui è il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto, mentre la Lili Gruber tira su una trasmissione su un’emittente secondaria (dopo che il suddetto “mettinculo” cercò di farla fuori dalla RAI spedendola a fare reportage sulla guerrazza di quell’imbecille di Bin Laden) sul problema che in Italia le donne non fanno più figli, perché il 47 % di loro non riescono a lavorare, mentre su rete quattro un tappetto rincoglionito di nome Chuck Norris va avanti a calci in bocca e cazzotti nel groppone, io mi accingo al riposo notturno, perché il giorno dopo ho i miei cessi da pulire per 400 euro al mese e devo pure ringraziare Iddio.

Maremmamaiala……..

Pubblicato 10 ottobre 2009 da nowablu in Scirocco misto a polveri fini