Archivio per dicembre 2009

Pensieri a distanza…   2 comments

Non è che ho dimenticato Claudio, credo mi sarà difficile dimenticarlo, casa mia è a uno sputo dal posto in cui si è sparato, in quel dannato Halloween di due anni fa. All’incirca… è una mia comodità associare la data della sua morte con la ricorrenza dei morti e chissà se anche lui ha fatto un’associazione di idee simile alla mia, quando ha deciso di ammazzarsi!

A tutt’oggi c’è chi blatera ancora che ci sia stato un complotto dietro, ma complotto di che? Solo noi amici accettiamo l’unica, ineluttabile verità: Claudio soffriva di qualcosa e non ha mai preso il coraggio di parlarne con qualcuno. C’è chi dice che andava dallo psicologo, chi che aveva dei “giri strani”. Io penso solo che era un ragazzo dalla sensibilità troppo spiccata per poter sopravvivere in un mondo come questo, non c’era niente che non andasse, nella superficialità, nelle apparenze, è il cuore (e quindi il cervello) che a volte si rifiuta di coalizzarsi in un contesto che ci appare estraneo.

Nel frattempo la madre di Claudio è definitivamente impazzita e ciò mi pare anche piuttosto lecito; frequenta il circuito del Mugello, guardando per ore quelle moto correre e secondo me la sua pazzia la porta a materializzare il suo Claudio che corre insieme a tutti quei ragazzi; tiene immacolata la sua stanza da letto e niente nell’armadio è stato toccato; è riuscita a vendere una vecchia (per modo di dire) moto che il figlio aveva già messo in vendita e ha portato a termine alcune faccende di tipo lavorativo (aveva un negozio d’antiquariato) che Claudio aveva lasciate in sospeso. Per il resto è la solita madre la cui morte del figlio ha rincepperellito completamente la testa, che si lascerà morire lentamente, non appena il buio dentro di sé diventerà totale.

Ah, se solo avessi potuto immaginare, avrei potuto salvarlo solo facendogli conoscere Maddy e Taralluccio.

Con me, loro due riuscirono…

Pubblicato 23 dicembre 2009 da nowablu in Senza categoria

Non so…   2 comments

Perché scrivo quest’intervento?

Non lo so, forse perché ho solo bisogno di sfogarmi. Forse perché mi sto pentendo di aver raccolto la sua provocazione, d’aver inasprito il tono della mia voce, d’aver detto cose che davanti ai figli non vanno dette, d’aver ceduto ai suoi tentativi, che sempre riescono, di farmi passare per quella cattiva.

So solo che vorrei andarmene, il più lontano possibile. Vorrei ciò che non riuscirò mai ad avere e cioè un lavoretto tutto mio, per potermi permettere di tirare su i miei bambini con serenità, non mi importano le altre cose e se non ne avanzano per la bolletta del telefono fa niente, si toglie, ho il cellulare e sinceramente internet e tutto ciò che esso comporta, mi sta passando in seconda linea. In giornate come queste neanche ci vado e tutti quegli amici che ho conosciuto in rete non mi vedranno per tutto il giorno, ma camperanno ugualmente e a me, quando ho dei morali come quello di oggi, di entrare in Radiopotter a sparar cazzate non  può fregare di meno.

Son tante cose sommate insieme che vanno dalla “discussione” di ieri sera con lui, alla telefonata sfogatoria a mia madre di stamattina e che passano dalla domanda che mi ha fatto Michele “perché non potrò più vedere il babbo?”, beato bambino, chissà nella sua testa come starà elaborando tutta questa faccenda, perché avrà capito che io non voglio MAI PIU’ che lui veda il babbo? E poi quel suo ricominciare a portarsi il bambino a letto e io che per ovvi motivi vorrei che imparasse a dormire nel suo, in camerina con suo fratello. Ieri lui non c’era ad assecondare i suoi capricci, io son tosta e se dico no è no. Risultato: pianti, preghiere, affacciato all’uscio di camera “Babbo dove sei? Perché sei andato a lavorare e mi hai abbandonato qui? Perché devo avere una mamma così? Mi dice sempre di no…”. Ho inghiottito merda ieri sera, ma ho spento la luce e Michele si è accontentato del suo lettino, del babbo che a volte la notte non c’è e di una mamma così…

Forse avrei dovuto accondiscendere per non passare da mamma cattiva, al costo di non essere educativa, non so… sembra che la pedagogia in questo periodo mi sfugga di mano, forse esagero presa dal nervoso, non so…

Non riesco a concentrarmi su niente…

Pubblicato 15 dicembre 2009 da nowablu in Senza categoria

Natale, canti, sogni e lavori forzati.   4 comments

Ogni anno arriva il Natale.

Atmosfere lievi, le emozioni dei bambini…

… non tutti, che però sognano la Magia di una cosa che non hanno mai visto.

Perché sono innocenti, sono delicati e non sanno fin dove la cattiveria degli adulti può arrivare se si fanno scoprire a sognare… senza lavorare.

Per loro che non si fermano mai, neanche a Natale, un ringraziamento speciale per produrre i bei giocattoli che permettono ad altri bambini di fremere d’emozione sotto un albero addobbato con altro frutto del loro sudore.

 

– La stella da lassù non pensa mai a me

È un punto poco più, ma io non so se cè

Il Grande Vecchio ha impegni, così forse non verrà

Natale è qui si sente già in città.

 

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– Che bello amare chi non sa neanche il tuo nome

Succede ai semplici, non sai neppure come

Prepariamo gli alberi per gli amici che verranno

E come sai Natale c’è ogni anno

Poi ci sono scatole e di pacchi un gran via vai

– Sono tante cose belle ma non le ho viste sai

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– Non so più se dormirò, mi sento molto lieve

                                                                            Ho bisogno di… MAGIA…

– Non senti che bei suoni

– La slitta non la vedo

 

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– Sono angeli lontani

– Se devo io ci credo…

 

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– I sogni son permessi

– Ma cè chi non li fa

 

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– E’ ciò che vuoi: Natale arriverà

                                                                   E’ ciò che vuoi : Natale sempre verrà…

 

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Pubblicato 10 dicembre 2009 da nowablu in Senza categoria