Archivio per maggio 2010

Conto alla rovescia.   3 comments

11-05-2010:

Oggi inizia il conto alla rovescia che mi separerà da buona parte di uno sbaglio di valutazione che mi stava portando a scontentezza interiore, rinunce ingiustificate, privazioni a bisogni istintivi tra i più ovvi, in definitiva verso uno stato di malattia fisica e morale.

So che non è “galante” nei confronti di colui con il quale ho fatto due bambini, parlare così, però c’è poco da fare e ben altri termini che potrei usare.

Forse, crescendo, i miei figli leggeranno questo mio blog e mi chiederanno molte cose in proposito. Vorrei che si ricordassero quando mi vedevano piangere, o quando mi chiusi in bagno e in preda a rabbia e voglia di “non essere così” mi straziai tutti i capelli a colpi di forbice, o quando avevo iniziato a bere per distrarmi dalla realtà, o quando ancora cercavo di non essere nello stesso posto in cui si trovava lui.

Oggi piove e mi sono trattenuta dai miei perché Marchino è convalescente. A casa dei miei genitori sto serena e anche i bambini, ritengo questo primo giorno di conto alla rovescia abbastanza positivo.

Aggiornerò questo intervento, cercando di farlo quasi tutti i giorni (possibilità di connettermi permettendo), fino al giorno dell’udienza, il 10 giugno.

 

14-05.2010:

Ieri sono stata da mia cugina Pamela a farmi i colpi di sole.

Sono ormai 30 anni che “giochiamo” alle parrucchiere, ovvero lei pettina e io mi faccio pettinare.

Sono quelle cose che durano per sempre!! Ovviamente non son mancate le cazzate che ci siamo dette… un po’ come in una vera bottega da parrucchieri, solo che da lei mi posso sbracare senza ritegno!

In effetti, se ci ripenso, abitando a 50 chilometri di distanza, questi “ritorni” mi mancano un po’. Ma anche se ho detto il perfetto contrario poc’anzi, niente è per sempre… non lo sono i “ritorni”, ma non lo è neanche la distanza, che si può sempre cercare di accorciare.

Ghghghgh!!!

 

17/05/2010:

 

E ti pareva che questa volta andasse bene a tutti?

La lezione era di una cretinaggine che, sinceramente, mi sono vergognata a postarla come frutto della mia mente… “il solito” (perché ormai l’ho individuato) si è attaccato alla faccenda dei commenti!

BWAHAAHAAHAA!!!!

Si può friggere. Piacciono a tutti e se non è convinto si rilegga il sondaggio.

Oppure taccia, che è la cosa migliore.

Ci sguazzo a rimanergli sul culo, perché la cosa potrebbe anche essere reciproca.

 

P.S. del 18/05/2010:

Scusa cara, ma se sei un pozzo di ignoranza vuoi farmene una colpa a me?Pecora nera

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23/05/2010:

Innanzitutto un appello accorato:

 

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Chi è questo ganzo? Dove abita? Se non è milanista lo vorrei conoscere… sbav.

Se è milanista però, ne posso fare a meno.

BWAHAAHAAHAAHAA!!!!!!

 

Okay, passiamo alle cose serie:

Oggi finisco gli aaaaaanniiiii!!!!

Età Banshee: 300 anni (tanta robina e conservata bene!)

Età fisica: 34 anni

Età morale: 43 anni (rendimi i miei 9 anni di vita, faccia di merda!)

Età magica: non pervenuta, tanto non gioco al superenalotto, quindi me ne sbatto i coglioni!!

 

28/05/2010:

 

Mi sa che ho trovato il modo più rapido e indolore di dribblare questi ultimi giorni.

Sei di mattina? Sto da mia madre (così il pomeriggio non ti vedo!)

Sei di pomeriggio? Torno dopo le una (così non ti incontro!)

Sei di notte? Forse la sgamo… il 10 è vicino… in caso, il pomeriggio, c’è sempre da portare i bambini ai giardini.

 

Sono rilassata, non fa bene litigare, non fa bene pensare che ti siedi a tavola e quello di fronte a te pensa che non ti sia meritato quello che mangi, non fa bene vedere il muso lungo di chi crede che la sentenza sia troppo pesante.

Michele e Marco cresceranno e impareranno a leggere. Certe cose non scompaiono, esistono gli archivi… Non riuscirò per sempre a sviarli.

La verità esce sempre fuori e sempre quando si crede di essere ormai al sicuro.

Non pressate in dirittura d’arrivo. Di’ a tua madre di non pressare la mia.

 

30/05/2010:

 

Quando andavo al liceo, c’era Gabriele d’Annunzio che mi rimaneva un po’ antipatico. Nonostante ciò, quello che scriveva era spassosissimo, pungente e provocatorio.

Credo che lo rispolvererò; ricordo alcune sue satire che vorrei rinfrescarmi.

Non credo piacesse a tutti, era troppo sarcastico e il mondo non si è appiattito negli ultimi tempi, è sempre stato pieno di gente piena di sé e vuota di altro. Quindi un tipo come lui era il classico Rompicoglioni.

Ma se ne fregava. Lui diceva sempre: “Parlate male, parlate bene, ma parlate di me!”. E non lo ammiro solo per il fatto di aver scoperto il segreto della vera Immortalità, ma per il fatto che se non era gradito “lì”, o se ne sbatteva e andava “più in là”, o faceva venire il fegato grosso e metteva gli altri in condizione di andarsene.

Non ditemi che era un ganzo!!

E poi viene mio padre, che ha imparato da mio nonno un sano principio per mantenere il suo stato di conservazione mentale efficiente, che diceva: “Perché mi devo incazzare io se possono incazzarsi gli altri?”.

MWAHAAHAAHAA!!!!

Questa è forte , dai! E da quando l’ho adottata l’herpes vaginale è sparito (pare) per sempre.

 

Intanto, per quanto fastidioso questo blogghettino possa essere per quei tre o quattro elementi col cervello pieno di fluf assorbente, l’intestino che si illude di essere nella ragione e lo stomaco pieno di boria, siamo arrivati a 52 visite nel giro di 5 ore… e questo grazie a un sostenuto passaparola e linkaggio, che rafforza la tesi di d’Annunzio e di mio nonno:

Parlate male, parlate bene, ma parlate di me, così voi vi incazzate e io gioisco della mia salute.

 

Hem, cara… se vuoi denunciarmi mettiti in fila, sai quanti ce ne sono prima di te? ^_____^

 

03/06/2010:

 

Al mondo ci sono tanti tipi di persone, mai uguali tra di loro, ma infine riconducibili a tre categorie principali:

La prima categoria è quella di coloro che si alzano molto presto, pur dovendo entrare  a un’ora ragionevole, sono coloro che vanno a lavorare in auto. Li riconosci dall’occhio schizzato, il telefonino ultimo grido e l’ulcera che fa ormai parte del ripieno del proprio tramezzino ingurgitato durante il pranzo veloce giù al bar. Urlano, sbraitano, sono clacson dipendenti e sono convinti di avere misteriosamente sempre ragione. Dalla mattina alla sera stanno tesi come scotte di una vela durante un tifone.

La seconda categoria racchiude quelli che si alzano quando lo decide il mezzo pubblico, infatti è così che spesso si spostano. Corrono la prima mezz’ora della giornata e poi li vedi appitonati in autobus a leggere il giornale, che gli è rientrato di comprare, seppur al volo, oppure in treno ascoltando l’Ipod, finendosi di truccare, chiacchierando, o dormendo… fanno tardi anche loro a volte, ma li vedi sorridere “eh… ‘sti mezzi pubblici, che ci vuoi fare?”. Loro la ragione non la pretendono, ce l’hanno punto e chiuso! Spesso hanno il tempo di portarsi il pranzo da casa. La metà di loro viaggiano trasportati solo per il fatto di non aver preso mai la patente, sono poco intraprendenti, ma chi si accontenta gode, si dice, no?

La terza categoria è molto scarna, ma solo per il fatto che la maggior parte di loro non si nota. I pochi che si vedono sono coloro che non hanno vincoli di orario, per cui o viaggiare con mezzi pubblici o privati è indifferente. Sono i classici artisti estemporanei, una cultura leggermente superiore, ma troppo presi dalle proprie fantasie per renderla utile al miglioramento del proprio status quo. Sono molto di compagnia, però spiazzano per quanto son sinceri. Non sono mai stressati, si prendono sempre del tempo per loro, è l’unica cosa che organizzano con facilità e successo. Agli occhi degli altri sono dei fancazzisti, perché se l’uomo impegnato è sempre asserpentato con tutti e col mondo intero, coloro che vivono con tranquillità DEVONO per forza non fare un cazzo in tutto il giorno.

 

Ma chi l’ha detto?

 

06/06/2010:

 

“Almost cazzate”:

E domani si avrà la conferma di ciò che sei! Stizzita nobildonna dei miei coglioni.

Ma come me lo sentooooooo…………

 

“Almost cose serie”: 

Mariannacaneappestata!! Ci son solo tre crocette!

 

10/06/2010:

 

Fatto. Crocette esaurite.

La cosa che può apparire triste è che solo questa mattina c’erano appese fuori dalla porta della stanza, informale e piuttosto insignificante, quasi 40 situazioni uguali alla mia, tutte numerate (io ero la numero 9), mentre nell’attesa mi leggevo sul giornale che per l’80 % delle donne il matrimonio migliora la qualità del rapporto, sondaggio eseguito da “Donna Moderna” (settimanale altamente culturale, in effetti). Sghignazzante volto pagina e sulla cronaca di Firenze leggo: 44enne commessa dell’Iper di Sesto, viene uccisa con 8 coltellate da un collega che non accettava di essere mollato!

Finalmente ci chiamano, entriamo e nel giro di dieci minuti ci ributtano fuori, legalmente divisi.

E’ stato più il dirlo che il farlo.

Adesso conosco anche questa e sono contenta di non aver dato risalto alla separazione dei genitori di Scilla, la protagonista del mio romanzo. In effetti c’è poco da risaltare.

Libera, fine dell’intervento.

Si passa oltre.

 

 

Conto alla rovescia:

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Pubblicato 11 maggio 2010 da nowablu in Scirocco misto a polveri fini