Archivio per la categoria ‘Scoglionamenti estemporanei

Dedica.   Leave a comment

Il Sole prende,

la Pioggia rende.

E tu che sei Sole nella tempesta

dimmi,

sarà per questo che mi gira la testa?

 

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Pubblicato 25 agosto 2010 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

So volare.   2 comments

Dal film “la Gabbianella e il Gatto” di Enzo D’Alò (1998).

Tratto dal libro di luis Sepùlveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (1996)

So volare” cantata da Ivana Spagna.

<<Fallo per noi gatti.Noi non possiamo volare: sii tu il primo gatto volante!>>

 

(Zorba cerca di convincere Fifì a spiccare il volo)

 

Pubblicato 27 marzo 2010 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

Mattina.   1 comment

Mi sveglio, sono serena… è presto. Ammazza quanto è presto!

Apro la finestra e inspiro l’aria frizzante… la temperatura è cambiata. Di giorno è ancora caldo, ma il vento ha un’altra “consistenza”.

C’è appena un chiarore all’orizzonte e il cinguettìo degli uccellini si fa man mano sempre più fervente, come le loro attività quotidiane.

Rimango con lo sguardo ad est e la testa come in un’ oasi in mezzo alle dune dorate.

Ed ecco il primo raggio di sole, che delinea le ombre, le accorcia ad ogni minuto che passa e le rende magiche. Danzano e io con loro.

Sull’erba la rugiada diventa diamanti… è già da un paio di mattine che è tornata a posarsi sui prati, segno che il torrido si sta allontanando per lasciar spazio all’autunno, all’inverno… e il ciclo della vita continua.

Che venticello birichino mi accarezza le spalle, però… quasi quasi un golfino…

Vabe’, prepariamo il caffè… buongiorno mondo.

Buongiorno semplicità… buongiorno voglia di vivere…

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Pubblicato 26 agosto 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

O Babaluba!!!!!!!!!   5 comments

1977. La prima canzone che ho imparato a memoria e che non mi sono dimenticata più, praticamente ho imparato a parlare mentre la cantavo…!

Che piacere immenso averla ritrovata, che gioia indescrivibile accorgermi che me la ricordo così bene da poterla recitare in playback!!!

Che miracolo la memoria dei bambini…

 

(Purtroppo la EMI non concede più di riprodurre video linkati su siti o blog, ma cliccare su una scrittina o su un’immagine che vi cambia? Solo che non potrete seguire il mio fichissimo testo scritto!)

http://www.youtube.com/nowabluslate#p/a/u/1/VnCsqHgMA98


 

 A Zigo Zago c’era un mago con la faccia blù,

sul grande lago navigava con la sua tribù.

Il sette di luglio la sveglia sul collo segnava le ventitré,

ha fatto un intruglio con un osso di pollo nel macinino da caffè

e mi ha rivelata la parola fatata, che ora vi dirò:

O babaluba… O babaluba…

L’antica formula magica canta con me.

O babaluba… O babaluba… O babaluba…

È tanto facile, facile, facile, facile, basta crederci un po’!

O babaluba ti può dare quello che vuoi tu

Ad occhi chiusi puoi trovare l’Isola del Sud.

Tra noci di cocco, banane, tabacco ballare sognando che

Mi baci la bocca col sorriso negli occhi

Notti d’amore insieme a te.

Un letto di fiori, le coperte a colori, sull’isola con te!

O babaluba…

O babaluba…

Oh… ooh… O babaluba…

O babaluba ti può dare quello che vuoi tu

Ad occhi chiusi puoi trovare l’Isola del Sud.

Tra noci di cocco, banane, tabacco ballare sognando che

Mi baci la bocca col sorriso negli occhi

Notti d’amore insieme a te.

Un letto di fiori, le coperte a colori, sull’isola con te!

 

Pubblicato 19 agosto 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

Fiabe ormai antiche.   Leave a comment

Innanzitutto buon Ferragosto a tutti…

Oggi vi racconterò una “fiaba” dei tempi che furono. In realtà è una storia vera, che mi ha raccontato mia madre e che devo dire mi è rimasta impressa per il contesto, la semplicità, l’ingenuità e la “collaborazione” che ai tempi d’oggi non esistono più:

 

Quando mi madre era poco meno di una bambinetta, quindi subito dopo la guerra, molte persone del paese andavano a comprare uova, pollame, insaccati, olio, vino e verdure dall’unica fattoria rimasta in piedi durante i bombardamenti e che per cause del tutto fortuite era scampata alle razzìe dei soldati tedeschi.

Chi possedeva una fattoria, di sua proprietà o in mezzadria, doveva ritenersi fortunato, perché, come dice mia madre, con un pezzo di terra e senza la paura di faticare, è impossibile morire di fame.

La moglie del fattore, una tale Bruna, ma da tutti inspiegabilmente ribattezzata Viola, era solita mettere la mattina di buon’ora la pentola del sugo al fuoco basso per poi uscire di casa a governare i polli, pulire le gabbie dei conigli, cambiare l’acqua nella vasca delle anatre, innaffiare l’orto, mentre il fattore con i figli era già nel campo a lavorare dalle prime luci della mattina.

A quel tempo si viveva sulla fiducia degli uni verso gli altri e le porte delle case erano più aperte che altro. Oggi sarebbe impensabile soltanto scendere giù per strada a ricevere una raccomandata senza aversi prima tirato dietro il portone per chiuderlo…

Ma nella fattoria della Viola e di suo marito le porte parevano esistere solo in inverno! Così chiunque fosse venuto per acquistare qualcosa passava davanti alla cucina della donna e tutti si accorgevano di questa pentola che bollicchiava sul fuoco:

– O i’cche la fa la Viola? L’è uscita co’ issugo su’ iffoco? Via sù andiamo a dargli una rimescolatina sennò gli s’attacca al fondo della pentola. Poi se piglia i’sapore di bruciato sai come si incazza i’ su marito!!-

Ovviamente per non sporcare, una volta mescolato il sugo, prima di riappoggiare il mestolo sul piano della cucina lo ripulivano cacciandoselo in bocca e leccandolo fino quasi al manico!

Chiunque passasse e vedeva la pentola, entrava, rimescolava il sugo e “ripuliva” il mestolo. La Viola lo sapeva quindi stava tranquilla che non si sarebbe abbruciacchiato grazie al vicinato.

– O Viola!!! Mi pare un po’ sciocchino i’ sugo stamattina!-

– Meglio così! Che i’ curato m’ha detto che i’ sale fa male a’ iccuore! Se acciacco i’ mi’ marito chi me le bruca l’olive quest’inverno?-

La materialità era pane quotidiano e quel che dicevano i preti sul mangiare era Vangelo, perché i preti mangiavano bene, erano tutti grassocci, anche al tempo della guerra. Quindi godevano di crdibilità più di un dottore, il quale veniva chiamato soltanto in casi estremi e spesso poco prima che fosse nuovamente chiamato il prete…. per l’estrema unzione!

Tempi andati… menomale che mia madre me li racconta…

Pubblicato 15 agosto 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

Saggezza elementare.   2 comments

Mia madre è una saggia. E’ una tipa che non sfoggia volentieri la saggezza di cui è dotata per natura, ma le poche volte che apre bocca lo fa con estrema ironia.

Il fatto è che ha sempre ragione, che ci piaccia o no.

Non starò a dilungarmi sul perché ieri sera ella si levò con questa sua ultima massima, però anche stavolta ha avuto ragione…

“Nascere, morire e cacare son le uniche cose che si fa da soli.”

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Pubblicato 6 agosto 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei

Amore di madre.   1 comment

Non c’è acqua che scorra tra le mie mani, con cui tu non possa dissetarti.

Non c’è raggio di sole che io non faccia entrare dalla finestra, con cui tu non possa scaldarti.

Non c’è parola che non ti dica, con la quale tu non possa crescere.

Non c’è sorriso, ne’ carezza che io non ti faccia, con cui tu non possa addormentarti serenamente.

Non ci sarebbe stata vita più bella, se tu non fossi entrato a far parte di me.

Pubblicato 1 agosto 2009 da nowablu in Scoglionamenti estemporanei